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Il restauro curato dall’artista Marco D’Emilia Restaurato il dipinto raffigurante la “Sacra Famiglia” L’opera è stata presentata al pubblico sabato 27 settembre nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo (Sabato 27 settembre 2008)
Durante la presentazione Marco D’Emilia ha così relazionato: «L’opera delle dimensioni di cm 207 x 131, raffigurante la Sacra Famiglia con San Giovannino, della quale si ignora l’autore, è databile alla prima metà del settecento ed è posta sull’altare (nell’800 di proprietà della famiglia Pescosolido) sito alla destra dell’altare maggiore. Il cattivo stato di conservazione dell’opera ha reso necessario l’intervento di restauro: infatti la tela aveva perso completamente tensione al punto da rendere evidenti ondulazioni della superficie e i danni da essa scaturiti.
Le suddette problematiche hanno causato piegature, craclè, zone con cadute di preparazione e di pellicola pittorica.
Inoltre il dipinto
presentava vari danneggiamenti dovuti da interventi esterni, in cui risulta
evidente l’intenzione di danneggiare o asportare parte della tela. A tal
riguardo appare
L’obiettivo del restauro –
ha proseguito Marco D’Emilia -, è stato quello di ridare solidità al
dipinto, ovvero al film pittorico e alla preparazione sottostante. Quindi,
per mezzo della foderatura, si è operata una “sostituzione”: la tela
originale, divenuta poco resistente a causa delle suddette lacerazioni, è
stata fissata su una nuova tela che permette il mantenimento della regolare
tensione della superficie.
Nella fase di pulitura invece, si è potuto riscontrare che il quadro è stato in buona parte ridipinto (ad esempio il volto di San Giuseppe e il paesaggio che si vede oltre la tenda erano stati ridipinti completamente), cioè la superficie originale è stata coperta con altri colori, probabilmente in occasione di un precedente intervento di restauro; tracce di quest’ultimo sono evidenti sul retro della tela che presenta diversi rattoppi. Costatato che la ridipintura, la cui qualità pittorica era tutt’altro che accettabile, copriva ampie zone di pittura originale, si è optato per la sua totale rimozione. Nel corso di tale lavoro si è potuto costatare il riproporsi di una sorta di “costante” per ciò che concerne le operazioni di restauro di un tempo: eseguite con larga approssimazione, spesso il ritocco pittorico oltrepassava abbondantemente i limiti delle lacune e in alcuni casi il ritocco veniva impiegato anche per ridare vivacità al colore originale (essendo sporco, appariva scuro e opaco).
Terminata la fase di pulitura – ha concluso l’artista -, si è provveduto alla stuccatura delle lacune, cioè delle zone prive di materia pittorica originale e al livellamento delle stesse; successivamente si è proceduto reintegrazione pittorica delle lacune per mezzo di colori ad acquerello e con l’impiego della tecnica del ritocco imitativo a tratteggio. Quest’ultima si ottiene con l’accostamento di tratti paralleli e verticali formati da colori puri: essa è impiegata con il duplice scopo di ricostruire la parte mancante per ridare unità visiva all’opera e al contempo consente l’individuazione a distanza ravvicinata».
La tela, è stata esposta
la pubblico per qualche giorno, prima che venisse riposizionata nella sua
sede. Grande è stata la meraviglia e la commozione dei visitatori, infatti,
la tela dopo il restauro ha ripreso i colori meravigliosi e puliti ridando
le forme e la luce ai personaggi e al paesaggio che non erano più visibili.
L’avvocato e storico Ferdinando Corradini nell’occasione, ha apprezzato ed
elogiato il restauro e l’artista Marco D’Emilia per il suo lavoro, e, ha
sottolineato la presenza nella parrocchiale di altri importanti dipinti
descrivendone i significati e perchè si trovano proprio in quei posti. Per
esempio, sopra la volta dove è posizionato l’antico organo, ci sono dei
dipinti raffigu Domenica 28, anche il vescovo Padre Luca Brandolini, in occasione nella sua venuta nella nostra parrocchia per il 78esimo anniversario dell’Incoronazione della Madonna Addolorata, ha benedetto la tela restaurata della “Sacra Famiglia”. Bernardo Di Folco
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