Home

 

Avvenire

Lazio Regione Sette

(Avvenire domenica 7 settembre 2008)


 Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Canneto della Compagnia di Arce e Colfelice

Sulle orme dei padri...

 

«Il Signore Gesù Cristo cammina insieme a voi. La Madonna di Canneto cammina insieme a voi». Con queste parole il vescovo diocesano Padre Luca Brandolini la mattina del 21 agosto ha accolto sul sagrato del Santuario di Canneto i settantacinque pellegrini della “Compagnia” di Arce e Colfelice, preceduti dal Crocifisso e dallo stendardo e guidati dal parroco di Arce, don Ruggero Martini, e dal vice sindaco dott. Roberto Simonelli. Il tema del cammino è stato quello più ricorrente nelle omelie, nelle suppliche, nelle preghiere sia del Vescovo, che del Rettore, don Antonio Molle, e degli altri sacerdoti che hanno officiato i riti delle due giornate (21 e 22 agosto) di intensa spiritualità nel Santuario, nella Valle e lungo il suggestivo sentiero di montagna da Canneto a Settefrati. Anche la “Compagnia” di Arce e Colfelice, che si è costituita quest’anno per iniziativa di Mario Cocuzzoli e con il sostegno del Parroco di Arce, ha posto al centro del programma l’intento di ricollegarsi al secolare cammino, che di generazione in generazione i nostri padri hanno compiuto per raggiungere il santuario della Madonna. In effetti questo e il santuario della Santissima Trinità a Vallepietra rappresentano i luoghi sacri più cari alle nostre popolazioni. Perciò tanti cittadini di Arce e Colfelice, devoti alla Madonna di Canneto, hanno risposto prontamente all’appello di Mario Cocuzzoli, che ha saputo interpretare le attese.

Il cammino ha avuto inizio dal sagrato della chiesa parrocchiale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo la sera del 19 agosto dopo la Messa, la benedizione e le parole beneauguranti di don Ruggero, mentre un gruppo di suonatori accompagnava i pellegrini fuori dal paese e questi cantavano l’inno alla Madonna di Canneto, Evviva Maria nell’ermo Canneto!  La “Compagnia” ha quindi ripercorso l’itinerario che da sempre conduce a Canneto e che di anno in anno, con le varianti dovute ai paesi di provenienza, percorrono le “Compagnie” del basso Frusinate. Particolarmente suggestivo per il chiarore lunare, che illumina il cammino è stato il lungo e solitario tratto di strada, tra Roccasecca e Casalvieri, che è denominato Tracciolino e che si snoda lungo il fiume Melfa. Un curioso dettaglio: la “Compagnia” di Arce e Colfelice dalla cappella dello Spirito Santo (La Torretta – Roccasecca) ha risalito passo passo il corso di questo fiume fino alla sorgente, Capodacqua, ai piedi dell’imponente dirupo roccioso, che pone fine all’interminabile scoscendimento (otre 1200 m di dislivello) che si diparte dalla vetta del Monte Meta. Durante la marcia notturna ci pensava Eleuterio Ciolfi, apprezzato corifeo delle feste religiose, a intonare i canti, le preghiere e la recita del Rosario; le orazioni e, nelle pause, la conversazione consolidavano la comunione di intenti e i vincoli di amicizia dei pellegrini.

Il borgo di Picinisco, punto d’incontro delle “Compagnie” provenienti da molti paesi sia del Frusinate che dalle Mainarde (provincia d’Isernia), veniva raggiunto verso mezzogiorno del 20 agosto, mentre era in pieno svolgimento la festa della Madonna Assunta con la solenne processione, che al mattino accompagna il vetusto Simulacro della chiesa parrocchiale di San Lorenzo (in un ampio locale sottostante ha trovato alloggio la nostra “Compagnia”) nel suo antico tempio di Santa Maria (cimitero civico) e che a sera lo riporta in paese “osannato dalle folle pellegrine in sosta verso Canneto”. Le “Compagnie” la considerano una festa intermedia, prima di quella grandiosa del 22 agosto: l’Amministrazione comunale, il clero e la popolazione di Picinisco ricambiano questa affettuosa partecipazione con un’accoglienza e una disponibilità degne dell’ospitalità di altri tempi. E a sera, dopo la processione e gli spettacolari fuochi d’artificio, i pellegrini si sono concessi un breve riposo prima dell’ultima, ardua tappa. Alla partenza da Arce e nelle pause del percorso Luigi Gemma, sulla scorta dello studio critico – storico Il Santuario di Canneto, di don Dionigi Antonelli (forse il frutto più bello delle sue ricerche storiche, del suo amore sconfinato per la Madonna Bruna, del cui santuario è stato Rettore per un trentennio, e per la sua terra), ha fornito ai pellegrini le essenziali notizie storico-geografiche perché ognuno radicasse nella concreta realtà del tempo e dello spazio la fede nella Madonna di Canneto. I dati informativi hanno riguardato il culto pagano preromano della dea Mefite (confermato dai rinvenimenti archeologici del 1958), gli albori mariani (la Bolla del Papa Pasquale I, dell’819, che citava la Ecclesiam Sancte Marie in Canneto, cioè la chiesa di Santa Maria in Canneto, tra le numerose pertinenze del monastero di San Vincenzo al Volturno); fondamentale Rescritto del Papa Niccolò IV, del 13 dicembre 1288, vera e propria pietra miliare della storia del santuario di Canneto: il Pontefice, in risposta a due precise richieste dell’Abate della chiesa di Canneto, con annesso un monastero, concedeva a quei monaci di entrare nella regola dell’ordine benedettino e aboliva la tassa che, in favore della Mensa Vescovile di Sora, gravava sui benefici della chiesa di Canneto; e altre notizie sul Santuario nei secoli successivi.

I pellegrini hanno ripreso il cammino nel cuore della notte, percorrendo di buona lena i cinque km di sterrata fino al laghetto di Grotta Campanaro, dove hanno affrontato il tratto più impegnativo lungo l’antico sentiero di montagna. Quando i pellegrini hanno scorto il Santuario hanno vissuto l’esperienza di sempre: la gioia, dopo tanto cammino, di essere giunti alla meta, di stare finalmente al cospetto del santuario della Madonna. La “Compagnia” di Arce e Colfelice è stata una delle prime ad arrivare, sul far del giorno, a Canneto il 21 agosto. Dalla calorosa accoglienza da parte del Vescovo si è già detto. Ma gli attimi più belli sono stati quando ogni pellegrino ha potuto sostare davanti alla statua della Vergine Bruna. Da quel momento i pellegrini hanno partecipato intensamente a tutti i riti previsti: alle Messe (quella del 22, celebrata da don Ruggero, era espressamente dedicata alla Compagnia di Arce e Colfelice), alla solenne processione del 21 nella Valle (il Comune di Arce era rappresentato dal vice-sindaco, dott. Roberto Simonelli, e da un Vigile con il Gonfalone), alla conclusiva e suggestiva processione a piedi, che, per iniziativa del Rettore, don Antonio Molle, ripercorre l’antica mulattiera Canneto – Settefrati (per il Passo della Rocca): la folla di fedeli riaccompagna la statua “bianca” della Madonna di Canneto nella chiesa parrocchiale di Settefrati. Il primo pellegrinaggio della Compagnia di Arce e Colfelice ha fatto vivere a tutti i partecipanti giornate di impegno fisico, ampiamente ripagate da momenti di alta spiritualità in un clima di autentica gioia, di condivisione di valori comuni e di tolleranza.

(Luigi Gemma)

La celebrazione Eucaristica prima del pellegrinaggio
Mario Cocuzzoli Luigi Gemma
Il saluto del Sindaco La Benedizione prima della partenza
L'inizio del Pellegrinaggio
I giovani suonatori Arce - Fontana Buona
Arce - Borgo Murata La Compagnia di M.S.G.Campano
La Compagnia arcese in arrivo al Borgo Castellone di Picinisco
La Compagnia di Valleluce La Compagnia di Rocca d'Arce
La salita in arrivo a Picinisco
In cammino alle porte di Picinisco Ingresso di Picinisco
Gli abitanti di Picinisco salutano la Compagnia Picinisco
(Sopra e sotto) Picinisco - Attraversamento del Centro Storico
   
  Picinisco - Ingresso nella chiesa di S.Lorenzo
Chiesa di S.Lorenzo L'ingresso nella Valle di Canneto
Sul piazzale del Santuario e l'ingresso
L'ingresso nel Santuario Il Santuario
L'arrivo a Settefrati Il ritorno ad Arce in piazza Umberto I
Arrivo nella Parrocchia

 

Servizio curato da Bernardo Di Folco