Sulle orme dei
padri...
«Il
Signore Gesù Cristo cammina insieme a voi. La Madonna di Canneto
cammina insieme a voi». Con queste parole il vescovo diocesano
Padre Luca Brandolini la mattina del 21 agosto ha accolto sul
sagrato del Santuario di Canneto i settantacinque pellegrini
della “Compagnia” di Arce e Colfelice, preceduti dal Crocifisso
e dallo stendardo e guidati dal parroco di Arce, don Ruggero
Martini, e dal vice sindaco dott. Roberto Simonelli. Il tema del
cammino è stato quello più ricorrente nelle omelie, nelle
suppliche, nelle preghiere sia del Vescovo, che del Rettore, don
Antonio Molle, e degli altri sacerdoti che hanno officiato i
riti delle due giornate (21 e 22 agosto) di intensa spiritualità
nel Santuario, nella Valle e lungo il suggestivo sentiero di
montagna da Canneto a Settefrati. Anche la “Compagnia” di Arce e
Colfelice, che si è costituita quest’anno per iniziativa di
Mario Cocuzzoli e con il sostegno del Parroco di Arce, ha posto
al centro del programma l’intento di ricollegarsi al secolare
cammino, che di generazione in generazione i nostri padri hanno
compiuto per raggiungere il santuario della Madonna. In effetti
questo e il santuario della Santissima Trinità a Vallepietra
rappresentano i luoghi sacri più cari alle nostre popolazioni.
Perciò tanti cittadini di Arce e Colfelice, devoti alla Madonna
di Canneto, hanno risposto prontamente all’appello di Mario
Cocuzzoli, che ha saputo interpretare le attese.
Il
cammino ha avuto inizio dal sagrato della chiesa parrocchiale
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo la sera del 19 agosto dopo la
Messa, la benedizione e le parole beneauguranti di don Ruggero,
mentre un gruppo di suonatori accompagnava i pellegrini fuori
dal paese e questi cantavano l’inno alla Madonna di Canneto,
Evviva Maria nell’ermo Canneto! La “Compagnia” ha quindi
ripercorso l’itinerario che da sempre conduce a Canneto e che di
anno in anno, con le varianti dovute ai paesi di provenienza,
percorrono le “Compagnie” del basso Frusinate. Particolarmente
suggestivo per il chiarore lunare, che illumina il cammino è
stato il lungo e solitario tratto di strada, tra Roccasecca e
Casalvieri, che è denominato Tracciolino e che si snoda
lungo il fiume Melfa. Un curioso dettaglio: la “Compagnia” di
Arce e Colfelice dalla cappella dello Spirito Santo (La
Torretta – Roccasecca) ha risalito passo passo il corso di
questo fiume fino alla sorgente, Capodacqua, ai piedi
dell’imponente dirupo roccioso, che pone fine all’interminabile
scoscendimento (otre 1200 m di dislivello) che si diparte dalla
vetta del Monte Meta. Durante la marcia notturna ci pensava
Eleuterio Ciolfi, apprezzato corifeo delle feste religiose, a
intonare i canti, le preghiere e la recita del Rosario; le
orazioni e, nelle pause, la conversazione consolidavano la
comunione di intenti e i vincoli di amicizia dei pellegrini.
Il
borgo di Picinisco, punto d’incontro delle “Compagnie”
provenienti da molti paesi sia del Frusinate che dalle Mainarde
(provincia d’Isernia), veniva raggiunto verso mezzogiorno del 20
agosto, mentre era in pieno svolgimento la festa della Madonna
Assunta con la solenne processione, che al mattino accompagna il
vetusto Simulacro della chiesa parrocchiale di San Lorenzo (in
un ampio locale sottostante ha trovato alloggio la nostra
“Compagnia”) nel suo antico tempio di Santa Maria (cimitero
civico) e che a sera lo riporta in paese “osannato dalle folle
pellegrine in sosta verso Canneto”. Le “Compagnie” la
considerano una festa intermedia, prima di quella grandiosa del
22 agosto: l’Amministrazione comunale, il clero e la popolazione
di Picinisco ricambiano questa affettuosa partecipazione con
un’accoglienza e una disponibilità degne dell’ospitalità di
altri tempi. E a sera, dopo la processione e gli spettacolari
fuochi d’artificio, i pellegrini si sono concessi un breve
riposo prima dell’ultima, ardua tappa. Alla partenza da Arce e
nelle pause del percorso Luigi Gemma, sulla scorta dello studio
critico – storico Il Santuario di Canneto, di don Dionigi
Antonelli (forse il frutto più bello delle sue ricerche
storiche, del suo amore sconfinato per la Madonna Bruna, del cui
santuario è stato Rettore per un trentennio, e per la sua
terra), ha fornito ai pellegrini le essenziali notizie
storico-geografiche perché ognuno radicasse nella concreta
realtà del tempo e dello spazio la fede nella Madonna di
Canneto. I dati informativi hanno riguardato il culto pagano
preromano della dea Mefite (confermato dai rinvenimenti
archeologici del 1958), gli albori mariani (la Bolla del
Papa Pasquale I, dell’819, che citava la Ecclesiam Sancte
Marie in Canneto, cioè la chiesa di Santa Maria in Canneto,
tra le numerose pertinenze del monastero di San Vincenzo al
Volturno); fondamentale Rescritto del Papa Niccolò IV,
del 13 dicembre 1288, vera e propria pietra miliare della storia
del santuario di Canneto: il Pontefice, in risposta a due
precise richieste dell’Abate della chiesa di Canneto, con
annesso un monastero, concedeva a quei monaci di entrare nella
regola dell’ordine benedettino e aboliva la tassa che, in favore
della Mensa Vescovile di Sora, gravava sui benefici della
chiesa di Canneto; e altre notizie sul Santuario nei secoli
successivi.
I
pellegrini hanno ripreso il cammino nel cuore della notte,
percorrendo di buona lena i cinque km di sterrata fino al
laghetto di Grotta Campanaro, dove hanno affrontato il
tratto più impegnativo lungo l’antico sentiero di montagna.
Quando i pellegrini hanno scorto il Santuario hanno vissuto
l’esperienza di sempre: la gioia, dopo tanto cammino, di essere
giunti alla meta, di stare finalmente al cospetto del
santuario
della Madonna. La “Compagnia” di Arce e Colfelice è stata una
delle prime ad arrivare, sul far del giorno, a Canneto il 21
agosto. Dalla calorosa accoglienza da parte del Vescovo si è già
detto. Ma gli attimi più belli sono stati quando ogni pellegrino
ha potuto sostare davanti alla statua della Vergine Bruna. Da
quel momento i pellegrini hanno partecipato intensamente a tutti
i riti previsti: alle Messe (quella del 22, celebrata da don
Ruggero, era espressamente dedicata alla Compagnia di Arce e
Colfelice), alla solenne processione del 21 nella Valle (il
Comune di Arce era rappresentato dal vice-sindaco, dott. Roberto
Simonelli, e da un Vigile con il Gonfalone), alla conclusiva e
suggestiva processione a piedi, che, per iniziativa del Rettore,
don Antonio Molle, ripercorre l’antica mulattiera Canneto –
Settefrati (per il Passo della Rocca): la folla di fedeli
riaccompagna la statua “bianca” della Madonna di Canneto nella
chiesa parrocchiale di Settefrati. Il primo pellegrinaggio della
Compagnia di Arce e Colfelice ha fatto vivere a tutti i
partecipanti giornate di impegno fisico, ampiamente ripagate da
momenti di alta spiritualità in un clima di autentica gioia, di
condivisione di valori comuni e di tolleranza.
(Luigi Gemma)
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La celebrazione Eucaristica prima del
pellegrinaggio |
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Mario Cocuzzoli |
Luigi Gemma |
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Il saluto del Sindaco |
La Benedizione prima della partenza |
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L'inizio
del Pellegrinaggio |
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I giovani suonatori |
Arce - Fontana Buona |
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Arce - Borgo Murata |
La Compagnia di
M.S.G.Campano |
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La
Compagnia arcese in arrivo al Borgo Castellone di Picinisco |
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La Compagnia di
Valleluce |
La Compagnia di
Rocca d'Arce |
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La salita in arrivo
a Picinisco |
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In cammino alle
porte di Picinisco |
Ingresso di
Picinisco |
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Gli abitanti di
Picinisco salutano la Compagnia |
Picinisco |
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(Sopra e sotto) Picinisco - Attraversamento del Centro Storico |
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Picinisco - Ingresso nella chiesa di S.Lorenzo |
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Chiesa di S.Lorenzo |
L'ingresso nella Valle di Canneto |
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Sul piazzale del Santuario e l'ingresso |
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L'ingresso nel
Santuario |
Il Santuario |
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L'arrivo a
Settefrati |
Il
ritorno ad Arce in piazza Umberto I |
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Arrivo nella Parrocchia |
Servizio curato da Bernardo Di
Folco