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Lectio Divina
Le nozze di
Cana
(Gv2,1-12)
Santa Maria, donna del vino nuovo, quante
volte sperimentiamo pure noi che
il banchetto della vita languisce e
la felicità si spegne sul
volto dei commensali!
E il vino della festa che vien meno. Sulla
tavola non ci manca nulla: ma
senza il succo della vite, abbiamo
perso il gusto del pane che sa di grano.
Mastichiamo annoiati i prodotti
dell'opulenza: ma
con l'ingordigia degli epuloni e con la rabbia di chi non ha fame.
Le pietanze della cucina nostrana hanno
smarrito gli antichi sapori, ma
anche i frutti esotici hanno ormai poco da dirci. Tu
lo sai bene da che cosa deriva questa inflazione di tedio.
Le scorte di senso si sono esaurite. Non
abbiamo più vino. Gli
odori asprigni del mosto non
ci deliziano l'anima da tempo.
Le vecchie cantine non fermentano più. E
le botti vuote danno solo spurghi d'aceto.
Muoviti, allora, a compassione di noi, e
ridonaci il gusto delle cose. Solo
così le giare della nostra esistenza si
riempiranno fino all'orlo di significati ultimi. E
l'ebbrezza di vivere e di far vivere ci
farà finalmente provare le vertigini.
v
CHE COSA DICE IL TESTO? Cosa Dio mi rivela di se stesso? Chi sei
Signore?
Le nozze
di Cana
[1]Tre
giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di
Gesù. [2]Fu invitato alle
nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel
frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno
più vino». [4]E Gesù
rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». [5]La
madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
[6]Vi
erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti
ciascuna due o tre barili. [7]E
Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. [8]Disse
loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi
gliene portarono. [9]E
come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non
sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua),
chiamò lo sposo [10]e gli
disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò
brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino
buono». [11]Così Gesù
diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e
i suoi discepoli credettero in lui.
[12]Dopo
questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi
discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
- Il riconoscimento da parte
di Dio del valore della vita coniugale.
- L’importanza
dell’intercessione di Maria, attenta ai nostri bisogni.
- La potenza di Cristo, la
sua generosità nei doni,la sua indiscrezione negli interventi, determinanti
per la
fede.
- Le anfore d’acqua richiamano
i riti dell’antica alleanza.
- Il vino richiama la nuova
alleanza nello Spirito.
- Il segno operato da Gesù
rivela la sua identità (epifania) e fa sbocciare la fede dei discepoli.
v
CHE COSA DICE IL TESTO A ME ? Cosa la Parola mi rivela della mia
identità? Chi sono io
Signore?
- Il Vangelo di Giovanni colmo
di simboli.
- Queste nozze umane, dove
Gesù è presente, sono il punto di partenza di Gesù sposo dell’umanità.
- L’ora di Gesù sarà la sua
morte in croce. Sulla croce Gesù ha consumato le sue nozze con l’umanità.
- A Cana Gesù anticipa il
segno dell’abbondanza dei frutti dello Spirito.
- Nell’opera della salvezza la
mediazione materna di Maria è una delle ultime volontà di Gesu sulla croce.
- In ogni caso l’opera di
Maria è in stretto riferimento alla volontà e all’opera del suo figlio.
v CHE
COSA DICO IO AL SIGNORE? Con quale preghiera posso rispondere alla
Parola di Dio?
- Entro in preghiera come al
solito.
- Mi raccolgo immaginando la
scena: Gesù al banchetto di nozze a Cana di Galilea.
- Chiedo ciò che voglio in
relazione alle risonanze che la Parola ha provocato in me.
- Invoco dal Signore il dono
dell’Alleanza nel suo Spirito.
v
COME DEVO OPERARE?
Signore cosa vuoi che io faccia? Quale frutto di vita sono chiamato a
portare?
Preghiera conclusiva
Signore, facci ricordare che
il Tuo primo miracolo, alle
nozze di Cana, lo
facesti per aiutare alcuni
uomini a fare festa. Facci
ricordare che
chi ama gli uomini, ama
anche la loro gioia, perché
senza gioia non
si può vivere... Fammi
comprendere, Signore, che
il Paradiso è nascosto dentro
di noi. Ecco,
ora è qui, nascosto
dentro di me. Se
voglio, domani stesso, comincerà
a brillare veramente per
me e
durerà tutta la vita.
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