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Lectio Divina


IV Domenica di Pasqua

(Gv 10,27-30)
 

 O Dio, fonte della gioia e della pace, che hai affidato al potere regale del tuo Figlio le sorti degli uomini e dei popoli, sostienici con la forza del tuo Spirito, e fa' che nelle vicende del tempo, non ci separiamo mai dal nostro pastore che ci guida alle sorgenti della vita. Egli è Dio...

 

 Vangelo    Gv 10, 27-30

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
 

v    CHE COSA DICE IL TESTO? Cosa Dio mi rivela di se stesso? Chi sei Signore?
 

- La quarta domenica di Pasqua: giornata del pastore e della vocazione.

- In ognuno dei tre anni si proclama un brano tratto dal capitolo 10 ambientato nella festa della dedicazione

  del Tempio.

- Il rapporto tra il Pastore e le pecore, nel piccolo brano di oggi, è definito sulla base di una serie di verbi.

- Questi verbi: ascoltare, conoscere, seguire,dare la vita eterna, non perdere, non rapire, base per una storia

  vocazionale.

- Una voce che risuona all’esterno di noi: la grazia divina precede ogni storia personale (Salmo 138 e

   Rom10,20)

- Ascoltano la voce perché sono conosciute e chiamate per nome dal Pastore (una per una)

- La sequela (mi seguono) . E’ Lui che traccia la strada e ci precede. Una sequela quotidiana, continua.

- Un pastore che da la vita eterna (non solo una successione cronologica di giorni) ma vita di Dio.

- La sicurezza che niente( almeno che non lo vogliamo noi) ci potrà separare da Dio (Rom 8,38-39).

 

v   CHE COSA  DICE IL TESTO A ME ? Cosa la Parola mi rivela della mia identità? Chi sono io    

                                                                        Signore?

 

- Il. tema del Pastore è ricorrente nell’Antico come nel nuovo Testamento. Il Salmo 22.

- Gesù Pastore-Agnello guida la chiesa verso la gloria.

- La vita eterna che il Buon Pastore ci dona nelle tre letture della domenica.

- Destinatari della premura del Pastore grande delle pecore e insieme chiamati a renderlo presente nella

   comunità.

- Il Vangelo di domenica scorsa: il seguimi è richiesto dopo la triplice richiesta di amore.

- L’azione pastorale è relazione autentica che si nutre di presenza, ascolto, comunicazione, amore fino al

  dono della vita.

- Il gregge è posto in questa relazione di amore, non è un associazione di militanti per servizi nella chiesa.

- I pastori nella Chiesa servono ad aiutare i fedeli ad essere consapevoli che sono custoditi nelle mani di

   Dio.

 

v   CHE COSA DICO IO AL SIGNORE? Con quale preghiera posso rispondere alla Parola di Dio?
 

- Entro in preghiera come al solito.

- Chiedo ciò che voglio in relazione alle risonanze che la Parola ha provocato in me.

- Invoco dallo Spirito il dono che mi è particolarmente necessario per la mia vita.

 

v COME DEVO OPERARE? Signore cosa vuoi che io faccia? Quale frutto di vita sono chiamato a

                                                     portare?

 

Preghiera finale

   

 Vorrei essere prete per annunciare il Vangelo non tanto con le parole 
ma con ogni pezzo della vita che mi è stata donata! 
Vorrei essere prete per dare speranza a chi non più ce l'ha: 
a quell'uomo e quella donna che hanno disgregato la propria famiglia; 
a quel bambino senza casa e senza genitori; 
a quella mamma che ha ucciso la propria creatura in grembo; 
a quel giovane che non ha più nessun orizzonte di vita; 
a quell'uomo senza lavoro che va alla ricerca di una busta di alimenti; 
a quell'uomo che colpito dalla malattia fisica sopravvive; 
a quell'uomo disperato che vede solo nella morte l'unica soluzione; 
a quell'uomo che fa del denaro e del sesso l'unica ragione di vita; 
a quel prete che ha dimenticato Cristo presente in tutte queste persone.


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